Evviva le rughe: i buoni consigli della dermatologa per curarle e amarle (e onorarle) come si deve

Le rughe. Inevitabili come la vita, persino belle se le sappiamo portare, e se sappiamo prendercene cura.

Inutile, quindi, preoccuparsene. Utile, più che altro, capire cosa sono e comprendere che la prevenzione è sempre il rimedio migliore. Parola di dermatologa.

 

Dottoressa Menicanti, perché vengono le rughe?
Perché la pelle perde elasticità. Altro non sono se non alterazioni morfologiche della normale linearità della nostra pelle.

 Sono inevitabili, dunque?
“Sì. Al cosiddetto cronoaging, va aggiunto quello che noi chiamiamo fotoaging: ovvero il danno ossidativo che i raggi uva (ovvero quelli che arrivano più in profondità rispetto agli uvb, per intenderci) in modo particolare possono causare. Poi, vanno aggiunti tutti i danni che derivano dal nostro stile di vita che sicuramente ha un grosso impatto.

Cosa evitare nella vita di tutti i giorni, dunque?
Diciamo che fumo di sigaretta, alimentazione sbagliata, assenza di micronutrienti protettivi come vitamine e oligominerali, lo smog come anche l’alcool, non aiutano per niente la pelle a restare sana ed elastica.

Quali sono le zone più soggette alla formazione delle rughe?
Ci sono dei distretti facciali più sensibili. Ricordate che le rughe sono anche aggravate dalla mimica (basti pensare al codice a barra sulle labbra, come anche le rughe della fronte).

Esistono diversi tipi di rughe?
Partendo dal presupposto che alla base di tutte le rughe c’è lo stesso meccanismo, ovvero un danno dermico delle fibre elastiche e la perdita di idratazione per minore capacità di trattenere acqua all’interno del derma, sì: le rughe possono essere di diversi tipi.

Ce li spiega?
Esistono le rughe mimiche, appunto. Quelle da gravità come quelle naso geniene, o agli angoli della bocca: la gravità determina una caduta della cute che a sua volta determina la formazione delle rughe. Ci sono le rughe posturali, come quelle del décolleté per esempio. Pensate a chi dorme su un lato: la zona risulta più fragile perché le sue fibre elastiche vengono danneggiate dalla postura ripetuta nel tempo, appunto.

Quali sono le più difficili da curare?
Quelle glifiche. Sono le rughe che si sviluppano a livello di zigomi e guance nelle persone che hanno un forte crono e foto aging, persone molto magre o che hanno preso molto sole. Per questa tipologia di ruga non c’è molta soluzione.

Mentre per le altre qualche soluzione esiste?
Direi di sì. La prima, come sempre, è la prevenzione: la crema più importante come anti rughe è la protezione. Senza nessun dubbio. Da usare sempre e fin dalla giovanissima età. D’estate ma anche inverno. Detto questo, siccome siamo destinati all’invecchiamento, dobbiamo agire soprattutto su fotoaging e idratazione.

In che modo?
Cercando di mantenere al meglio le strutture che garantiscono la presenza di un derma funzionante e capace, quindi ovviamente
- la protezione dal sole
- non fumare
- alimentarsi bene
- ricorrere anche alla tecnologia e a una medicina estetica responsabile di rigenerazione e mantenimento, che permetta di ripristinare quelle sostanze che sono appunto le molecole che richiamano acqua e fanno si che la pelle rimanga ben idratata e risulti rimpolpata.

C’è una predisposizione genetica alle rughe?
Sì, come in tutte le cose. Ci sono pelli destinate a foto danneggiarsi di più o ad avere un aging più pronunciato, ma tutto può essere ben prevenuto.
Faccio questo esempio: se prendiamo il figlio di un paziente con tante rughe e non gli facciamo prendere il sole, non fuma e si alimenta bene, sarà meno segnato di un paziente che ha una genetica molto più fortunata, ma ha vissuto tutta la vita al sole, ha fumato e si è alimentato male

Chiaro. E cosa usare alle protezioni?
Per ripristinare l’epidermide servono buone creme idratanti a base di ialuronico e ceramidi.

E cosa preferire una volta che le rughe si sono formate?
Certamente ci sono sostanze come vitamina C e retinolo che agiscono in diversi modi per migliorare la texture e per ridurre il danno ossidativo e cercare di difendere e riparare tutte le strutture del derma.

La medicina estetica di oggi è un buon alleato, diceva?
La tecnologia, come ricerca scientifica dimostra, può aiutare il rispristino delle sostanze che idratano e stimolano i fibroblasti, comead esempio l’acido ialuronico, a rimanere attivi produttori di collagene e di elastina. Sarebbe sciocco non sfruttarla, dunque.

Anche se si vedono abusi che rischiano di imbruttire anziché aiutare...
Vero. Puntualizzo, infatti, che per medicina estetica oggi non va inteso qualcosa che altera la propria fisionomia e cerca di far tornare indietro il/la paziente ma è una medicina rigenerativa e di mantenimento.

Dormire su federe di seta ha un impatto dal punto di vista scientifico?
Certamente ce l’ha: la federa è un micro ambiente su cui passiamo tante ore e, laddove la seta permette a tutti i prodotti di essere assorbiti meglio, poiché la seta non assorbe e la texture non è aggressiva per la nostra pelle, è sicuramente un buon meccanismo sinergico per mantenere bene la pelle.